Cerca

Visite

Tot. visite contenuti : 360122

WEBVAGANDO 10

ADDIO ALLE ARMI ... SUL LAGO

In questi periodi di continui richiami alla Grande Guerra, in occasione del centenario, quasi doveroso richiamare il romanzo ( ma anche i film che ne sono stati tratti) “ADDIO ALLE ARMI” di E. Hemingway. Bello mi è parso quanto scritto sul sito de IL TORINESE e ve lo propongo (leggilo qui). Per saperne di più consiglio anche la lettura di un articolo di Sergio Baroli apparso sulla rivista VERBANUS n.32 /2011  ( “Stresa, Hemingway e il Conte Greppi”), ricco di curiosità anche locali ed anche con un simpatico ricordo di Vittorio Sereni che, forse, fu testimone di una visita dello scrittore americano a Luino, proprio in quegli anni: “ [ ... ] io ricordo – è Sereni che ricorda – di avere visto da una finestra della mia casa di allora un gruppetto di americani in divisa militare venuti lì probabilmente in permesso per una gita, sfortunatamente sotto piogge torrenziali, nei giorni successivi a Vittorio Veneto e all’armistizio del ’18. Che ci fosse tra loro il futuro grande Ernesto?”.

Quanto ai film mi è capitato di pubblicare qualche notizia in L’ECO DEL VARESOTTO del 2 giugno 2016, e lì rimando il lettore; riprendo solo le critiche, abbastanza severe, circa le scene che riguardano i nostri dintorni verbanesi, per il film girato nel 1957:” Piuttosto sobrie le sequenze del disertore in fuga fino al Lago Maggiore. Ma qui abbiamo un trionfo del kitsch da cartolina, con i due innamorati felici sullo sfondo dell’immancabile isola bella e le frasi di Hemingway che, introdotte di peso nei loro colloqui, suonano false e quasi ridicole. Per non dire della fuga notturna, che a tratti sembra una prova di fondo di sport del remo. Lui indossa una maglia a vistose righe bianco-nere, che non è proprio l’ideale per nascondersi, e il sospirato sbarco in Svizzera è reso subito rassicurante dai bandieroni rosso-crociati, e dalla cordialità (piuttosto interessata) dei gendarmi elvetici”. Da segnalare però le buone interpretazioni degli attori italiani, Vittorio De Sica (Maggiore Rinaldi) e Alberto Sordi ( il sacerdote padre Galli) che  si producono in una miglior recitazione rispetto ai colleghi americani, tanto che De Sica ebbe una nomination all'Oscar.