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LIBRI & BIBLIOTECHE 4/2017

“Perché vittime delle guerre, oltre alle persone, sono spesso anche la loro cultura e la loro storia.” Così nel servizio della RSI della Svizzera italiana a commento di un servizio su un religioso domenicano, padre Abu Michaeel Najeeb, che poco lontano da Mosul sta digitalizzando antichi documenti per salvarli dalla distruzione e dispersione. Già nel 2014 su La Stampa era stata raccontata la sua storia; in quell’occasione il giornalista aveva raccontato: “La sera del 6 agosto 2014 padre Najeeb, domenicano, intuì che bisognava fuggire. E subito. Aveva ragione: i 4×4 polverosi dell’lsis, con il loro bagaglio di isteria, di lì a due ore avrebbero sgommato davanti alla casa nei dintorni di Qaraqosh, nel nord dell’Iraq, dove Najeeb e gli altri monaci si trovavano in quel momento” e poi, il domenicano intervistato: “Dovevamo raggiungere Erbil, nel Kurdistan, per mettere in salvo noi e i nostri manoscritti. Iniziò una notte di ansia, corse in auto e a piedi, proiettili sibilanti nell’aria”.

Prossimamente altre segnalazioni.