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Storia dell'Oratorio di Cittiglio

BINDA don Gian Battista

L’ORATORIO DI CITTIGLIO:
CENNI STORICI DAL 1911 AD OGGI


La cura pastorale verso i ragazzi e i giovani è sempre stata un’attenzione e una priorità della Chiesa e dei suoi pastori, che hanno da sempre avuto particolare attenzione alla crescita umana e cristiana delle nuove generazioni, coscienti dell’importanza dell’educazione alla fede di questa porzione del popolo di Dio.
Tale sollecitudine pastorale la troviamo infatti anche nel ministero dei vari Sacerdoti che si sono succeduti a Cittiglio.
La necessità, anzi, della cura particolare della gioventù ha fatto si che il Vescovo affiancasse al Parroco un altro sacerdote, solitamente giovane, che fosse destinato proprio al lavoro pastorale con e per i ragazzi: il coadiutore o, come si chiama oggi, vicario parrocchiale.
A Cittiglio il primo coadiutore rintracciabile dai documenti è don Carlo Matteo Pozzi di Brenta che sarà coadiutore a Cittiglio dagli inizi dell’Ottocento circa, ed era anche maestro della scuola elementare. Muore a Cittiglio l’8 dicembre 1860 all’età di 88 anni.
Di quegli anni lontani sono queste note di vita religiosa giovanile: “nelle Domeniche e nelle feste più solenni il Parroco spiega il Vangelo, e fa’ la spiegazione della Dottrina Cristiana, quest’ultima eccettuati i giorni più solenni dell’anno. Così come ogni domenica e feste di precetto si tiene il catechismo distinti in classi separate figli e adulti guidati da dei maestri” e ancora “Prima di Pasqua,
per un mese e più, si tiene l’istruzione per i figlioli che per la prima volta vengono ammessi alla Confessione e alla Comunione”.
Di altre attività per i ragazzi non sappiamo, ma è molto probabile che le attività della Parrocchia rivolte ai giovani si esaurissero nel catechismo o poco più. D’altra parte fino al XX secolo la vita delle famiglie, soprattutto nei nostri paesi, era ben diversa da quella attuale. L’educazione dei bambini avveniva in famiglia, famiglia che comprendeva anche nonni e zii, che abitavano tutti nella medesima abitazione e nel medesimo cortile. Anche l’educazione religiosa veniva impartita in casa e i bambini l’imparavano a pregare, ad amare il Signore, la Madonna e i Santi. Soprattutto nelle sere d’inverno le famiglie si trovavano insieme, solitamente nel tepore delle stalle, a recitare il Rosario e a raccontare storie, che spesso erano le vite dei Santi.
La vita sociale era scandita dalle feste religiose a cui partecipava tutta la gente del paese, dai bambini agli anziani, così come tutti erano assidui alla Messa domenicale, alla dottrina e al canto dei Vespri la domenica pomeriggio e alle molte processioni che fino alla metà del XX secolo erano in uso in ogni paese. Non bisogna poi dimenticare che fin da piccoli i figli aiutavano i genitori nei lavori dei campi e appena adolescenti, verso i 10/14 anni i ragazzi e le ragazze venivano mandati a lavorare chi nei campi, chi in fabbrica o negli opifici, chi come domestici: non vi era quindi molto tempo da perdere nei giochi e nemmeno vi era l’esigenza di avere l’Oratorio, inteso così come lo abbiamo in mente noi. Diverso era il discorso nelle grandi città dove si sviluppavano le industrie e arrivava manodopera dalle campagne, soprattutto bambini e ragazzi: è da ricordare che proprio in questi anni, a Torino, san Giovanni Bosco aveva inventato il moderno Oratorio, per i ragazzi lavoratori senza famiglia.
Ma torniamo a Cittiglio. Segue a don Matteo don Ferdinando Vanini di Brinzio coadiutore dal 1861 al 1864. don Ferdinando, dopo essere stato anche Parroco di Vararo dal 1864 al 1874, ritornerà a Cittiglio come Vicario nel 1875 e dal 1876 verrà nominato Parroco della stessa Cittiglio. Lo sostituisce don Bartolomeo Pozzi di Brenta coadiutore a Cittiglio dal 1866 al 1903 anno della sua morte.
Nel 1884, per iniziativa e cura dell’allora parroco, che già fu coadiutore, don Ferdinando Vanini sorse l’Asilo Infantile, uno dei primi della Valcuvia. Tra le opere più rappresentative di quell’epoca di transizione dalla società prevalentemente contadina a quella di tipo industriale si viene a collocare proprio la realtà dell’Asilo Infantile. Il nostro, da principio venne affidato a delle insegnanti laiche, fino al 1904 quando le maestre furono sostituite dalle Suore dell’ordine delle Ancelle della Carità di Brescia che gia operavano in Ospedale. Le stesse suore, per le ragazze del paese tenevano anche una scuola di taglio e cucito, contribuendo così ad un vantaggio spirituale, ed in seguito anche economico delle stesse.
Nel 1906 arrivava in paese don Rodolfo Molteni, un sacerdote che vivrà il suo intero ministero qui a Cittiglio, lasciando chiaramente un “segno” indelebile nei cuori della gente. Fu una figura centrale nella vita del paese, con la sua presenza, per la sua personalità, per la statura morale che esprimeva e per le iniziative che promosse e sostenne con il suo operato. Alla fine della sua vita così veniva descritto: “Sacerdote di vita umile, che amò la povertà ed era l’amico dei poveri, dei vecchi, degli umili, con i quali molte volte condivise la sua frugale mensa”.
Don Rodolfo nato a Cermenate il 4 agosto 1879 fu ordinato sacerdote dal vescovo Mons. Teodoro Valfrè di Bonzo il 24 maggio 1902. Arrivò a Cittiglio prete novello, come coadiutore, ruolo che svolse fino al 1906, quando, sopraggiunta la morte del Parroco don Ferdinando, venne promosso a sua volta Parroco di Cittiglio. Curò particolarmente la gioventù sia da vicario sia poi da parroco. Si deve proprio a lui la costruzione dell’edificio dell’Oratorio e la sua prima, vera e propria organizzazione.
Fin a quel tempo le attività per i ragazzi erano svolte probabilmente negli ambienti della casa parrocchiale e la catechesi (la dottrina) era tenuta prevalentemente in chiesa. La dottrina era ancora l’attività principale rivolta ai ragazzi, soprattutto quella in preparazione ai Sacramenti.
I tempi cambiavano rapidamente. L’Oratorio di don Bosco da Torino si diffuse in tante altre Diocesi, soprattutto in Lombardia, grazie anche ad altre esperienze pilota della Diocesi di Milano. Il 3 novembre del 1909 veniva aperta dallo stesso don Molteni una Scuola Professionale di disegno gestita dal fratello Enrico Molteni e poi chiusa a causa della Prima Guerra Mondiale. Un’iniziativa indirizzata alla promozione dei giovani cittigliesi.
Nel 1911 iniziavano i lavori di costruzione dell’Oratorio, chiamato “Casa per i figli del popolo”, e della casa del Coadiutore parzialmente conclusi nel luglio dello stesso anno. In una rivista cattolica dell’epoca, “Pro famiglia”, del 30 luglio 1911, veniva pubblicato un breve articolo riguardante il nuovo Oratorio e la suddetta scuola: “A Cittiglio, allo sbocco della ridente Valcuvia, l’indefessa energia di quei cattolici ha fatto sorgere una casa del popolo che si è completata con un nuovo grandioso salone per la scuola professionale cattolica di disegno fondata dal Parroco don Rodolfo Molteni e diretta dal fratello. Il salone è eretto su disegno del prof. Mojoli e misura la lunghezza di metri 25 e la larghezza di metri 10.
La prima pietra del nuovo importante edificio fu posta alcuni mesi sono, ed i lavori, condotti avanti con grandissima sollecitudine, hanno permesso di inaugurare domenica scorsa il salone ove i giovinetti del paese riceveranno quegli insegnamenti di carattere professionale che li devono aiutare validamente nella vita, facilitando loro l’esercizio della professione.
L’esempio di quanto ha saputo fare in un piccolo centro l’opera intelligente di un parroco, aiutato da volenterosi cooperatori, merita di essere additato con onore, anche perché sia stimolo ad altri a seguire la medesima strada.
La festa inaugurale riuscì solenne e ad essa si unirono festività religiose e sportive”.
I successivi lavori di costruzione dell’Oratorio e della casa del coadiutore furono portati a termine nel 1913. Nello stesso 1913, quarto anno di esercizio della suddetta scuola, le lezioni venivano impartite nel salone dell’Oratorio dal Professor Gilli di Luino nelle ore serali del lunedì e del giovedì per la durata di oltre quattro mesi. Erano ammessi quei giovani di Cittiglio e dei paesi limitrofi che avevano
superato le prime tre classi elementari. La tassa d’ammissione era di 5 lire.
Alle attività ricreative e sportive che si vivevano in Oratorio si affiancò il teatro. La sera del 4 maggio 1925, “in una sala del signor parroco”, che promosse e sostenne l’iniziativa, venne fondata la “Compagnia Filodrammatica Cittigliese” e fu letto, commentato ed approvato lo statuto, alla presenza di don Rodolfo e di Buzzi Antonio, Giorgini Arturo, De Peri Filippo, Rognoni Michele, Jelmini Emilio e Cellina Filippo”. Lo scopo della Compagnia, si legge nello statuto, “è di promuovere recite istruttive, dilettevoli e morali, riconosciute lecite dalla Direzione”. La Compagnia teatrale che si esibiva nel salone-teatro “S. Tarcisio” dell’Oratorio (a questo santo era intitolato il salone), vide tempi gloriosi, molti giovani e molte ragazze del paese passarono per le sue fila e la stessa raggiunse una certa fama nella zona, tanto da aggiudicarsi anche varie onorificenze. Qualche decennio dopo la Compagnia assunse il nome di “Filodrammatica Silvio Pellico”.
Don Molteni teneva molto all’educazione spirituale e morale della gioventù che affidò a san Giovanni Bosco, del quale introdusse la festa in Parrocchia nel 1934. Il 15 luglio di quell’anno, infatti, durante la Festa della Madonna del Carmine venne benedetta la nuova statua del Santo Educatore, statua che ancora oggi è conservata in chiesa parrocchiale. In quella stessa occasione, con la presenza del Vescovo mons. Macchi, vennero benedette anche le corone della statua della Vergine del Carmelo realizzate con l’oro offerto dalla popolazione e il nuovo concerto di campane. Così scriveva il parroco, tra l’altro, in quella circostanza: “Al santo don Bosco il cui spirito, con la bella nuova sembianza scultorea, ospitiamo in questi giorni in paese, io pongo idealmente in mano la chiave dei cuori della giovine età, perché ne faccia di quei cuori vasi d’oro esaltanti effluvii di virtù, una mistica falange protesa al bene”.
La memoria di San Giovanni Bosco si festeggiava tutti gli anni l’ultima domenica di settembre con tanto di processione per le vie del paese portando la statua del Santo.
L’Oratorio cominciava così, nei primi decenni del XX secolo, la sua gloriosa storia che arriva, ininterrotta, ai nostri giorni. Certamente fu per i giovani di allora un luogo di crescita importante, l’unico luogo in paese di aggregazione giovanile e di promozione umana; ambiente salutare per l’anima e il corpo, ritrovo per “onesti” e fraterni divertimenti.
C’è da ricordare che maschi e femmine avevano due ambienti divisi in cui ritrovarsi: l’Oratorio maschile e quello femminile. All’Oratorio vero e proprio ci andavano soltanto i maschi, che erano seguiti dal coadiutore sia nella catechesi che nel gioco; le ragazze invece avevano come loro Oratorio l’Asilo, dove venivano seguite dalle Suore.
Erano presenti in Parrocchia gruppi di tutti i gradi dell’Azione Cattolica, allora ben organizzata e radicata in paese. La Gioventù Femminile di Azione Cattolica festeggiava ogni anno, il 20 di gennaio, la propria patrona Santa Agnese, con triduo di preparazione, S. Messa e festa presso l’Asilo. Si susseguirono negli anni coadiutori giovani e amanti della gioventù; preti contenti e generosi, ricchi di qualità umane e spirituali, che hanno saputo alimentare la fede dei giovani Cittigliesi e accompagnarne la crescita. Sacerdoti che si sono fatti voler bene, tanto che ancora oggi sono ricordati dagli anziani con affetto e stima.

A don Molteni seguì don Giovanni Battista Catelli nato a Gaggino, coadiutore dal 1906 al 1909. Era Dottore in Sacra Teologia, titolo di studio non comune a quei tempi. Fu chiamato a succedergli don Temistocle Micheli di Crebbio (LC) dal 1909 al 1911. Anch’esso Dottore in Teologia. Per un anno soltanto – dal 1911 al 1912 - fu presente don Santino Giuseppe Negrini di Caspoggio (SO)
come coadiutore supplente. Lo sostituì don Luigi Cattaneo originario di Fino Mornasco (CO) che arrivò a Cittiglio nel 1912 e vi rimase fino al 1924. Poi per alcuni anni la Parrocchia rimase sprovvista di coadiutore.
Dobbiamo arrivare al dicembre del 1931 per trovare un altro vicario parrocchiale. Si tratta di don Amedeo Acerboni. Le notizie su questo sacerdote però si perdono, per cui non sappiamo fin quando è rimasto a Cittiglio. Comunque con certezza nel 1935 arrivava il sacerdote novello don Bernardino Danielli nativo di Cuvio. Rimase a Cittiglio fino al 1938. Suo successore fu il giovane don Lorenzo Cattaneo di Bregnano (CO) vicario negli anni della Seconda Guerra Mondiale, dal 1939 al 1942.
I giovani soldati partiti per il conflitto mondiale che riuscirono a tornare a casa, trovarono un nuovo coadiutore, don Giuseppe Colombo nato a Seregno (MI) e ordinato sacerdote il 15 giugno 1942. Fu a Cittiglio come delegato vescovile dal 1942 al 1948. Gli seguì don Giancarlo Taroni originario di Carate Lario (CO) Vicario dal 1948 al 1953. Il nuovo coadiutore insieme a don Rodolfo promosse una mirabile iniziativa: aprire nella sala teatro dell’Oratorio un Cinema Parrocchiale. In paese esisteva già un cinema privato presso i locali del Comune il quale proiettava anche film moralmente discutibili. Da questo la motivazione che spingeva i sacerdoti ad aprire un Cinema in Oratorio: affinché si potessero dare al paese spettacoli morali e sani, “offrendo alla popolazione la possibilità di trovare un ambiente sano in cui possa divertirsi trovando elementi che favoriscano l’amore di Dio e della Patria. (…) Si potrà avere una sala con la quale porci in grado di parità con chi la pensa in modo tutto diverso da noi”. Avuti, con qualche difficoltà, tutti i permessi dalle autorità competenti e attrezzata la sala per le proiezioni, il Cinema cominciò a funzionare nel settembre del 1950. Il primo operatore cinematografico fu Marchesotti Giuseppe di 22 anni. Questo giovane oratoriano era addetto alla proiezione delle pellicole, mansione che aveva ottenuto dopo aver sostenuto le prove prescritte di esame a Varese.
Il 9 novembre 1952 moriva il parroco, don Rodolfo Molteni. Fu chiamato come nuovo parroco don Renato Bottinelli che fece l’ingresso in Parrocchia il 17 maggio del 1953. Lo stesso anno veniva
spostato il vicario don Giancarlo, che non veniva però sostituito da nessun altro sacerdote. Ma nonostante il fatto che non fosse più presente un prete per l’Oratorio le attività oratoriane non cessarono, anzi vennero arricchite e rinnovate dal nuovo Parroco. Per esempio l’estate seguente il suo ingresso, don Bottinelli dava inizio ad una attività di Oratorio estivo, un precursore di ciò che sarà in futuro l’attività estiva chiamata Grest. Il 1 luglio del 1954 apriva così l’Oratorio feriale per i bambini di Cittiglio. “Il parroco raccoglieva le mamme nel salone parrocchiale e rivolgeva la parola spiegando i fini per cui si teneva l’oratorio quotidiano” . Erano iscritti trenta bambini. Oltre la quotidiana ora di scuola si tenevano giochi, passeggiate, bagni al lago: non mancò mai ogni giorno una parolina di meditazione e la lettura spirituale con la Visita al Santissimo Sacramento. Assistenti erano i maestri Miglierina.
Tale attività di Oratorio estivo, sarà proposta anche negli anni successivi sull’esempio delle vicine parrocchie ambrosiane. L’anno seguente infatti i ragazzi erano aumentati e arrivavano ad essere presenti 40-45 bambini quotidianamente. In Archivio Parrocchiale troviamo conservato un documento circa gli orari di apertura dell’Oratorio nel 1954; viene di seguito riportato come memoria storica. Interessante notare come fin dagli anni ’50 si cercasse di fare dell’Oratorio un punto di riferimento per i ragazzi, ma non solo, aumentando le proposte e dando la possibilità di una frequenza quasi quotidiana dell’ambiente oratoriano. Questo proposito però era già messo in difficoltà dalla tendenza, che nasceva proprio in quel periodo, di un allontanamento dei giovani dall’Oratorio. Dai documenti delle Visite Pastorali redatti proprio da don Bottinelli, troviamo che si cominciava a registrare la scarsa partecipazione dei ragazzi dopo la celebrazione della Cresima. Mentre partecipava ancora la totalità dei bambini. Si passava così in poco tempo da una partecipazione praticamente totale dei ragazzi e dei giovani del paese - che cominciava con la fanciullezza e terminava allorché ci si sposava - a un abbandono prematuro e a un coinvolgimento di ragazzi alquanto preoccupante. Questo fenomeno si intensificherà nei decenni successivi, e con andamento altalenante giunge fino a noi.
Torniamo al 1954. L’avviso in questione riporta i seguenti appuntamenti: l’Oratorio, denominato “Oratorio d. Bosco” nei mesi invernali era aperto dalle ore 15 alle 17 nei giorni feriali. Il Giovedì dalle ore 14 alle ore 17. Nei giorni festivi, invece, la mattina dalle ore 9.30 alle ore 10.30 (probabilmente prima o dopo Messa); poi nel pomeriggio dalle ore 13.30 alle ore 14.30. Poi in chiesa per la Dottrina e i Vespri con Benedizione Eucaristica; quindi si riapriva dalle 15 alle 17.
Vi era anche una apertura serale. Sull’avviso troviamo questa annotazione: “Possono venire all’Oratorio di sera solo chi ha compiuto i 14 anni. L’oratorio è aperto fino alle 10 (22)”. Chiuso il Lunedì sera, mentre Martedì aperto per tutti, il Mercoledì era riservato agli iscritti all’Azione Cattolica e simpatizzanti, il Giovedì riservato agli iscritti al CSI e simpatizzanti e il Venerdì nuovamente aperto per tutti con la recita del Santo Rosario alle ore 20. In calce all’avviso altre interessanti e curiose note: “Osservazioni - I giovani e ragazzi dell’oratorio devono essere i più assidui alla chiesa al catechismo al buon esempio. Si accosteranno ai SS. Sacramenti almeno una volta al mese. Dovranno stare all’orario dell’Oratorio che non muterò se non per concessione data volta per volta”. Come riporta anche l’avviso suddetto era attiva in Oratorio l’Associazione sportiva CSI, che organizzava manifestazioni sportive e tornei oltre ad avere delle squadre di calcio iscritte al campionato.
Un altro documento interessante conservato in Archivio è un articolo di giornale, non si sa di quale testata, che racconta la cronaca di una Festa dei ragazzi dell’Oratorio, avvenuta Domenica 3 ottobre 1954, che contribuisce a trasmetterci un poco il clima oratoriano del tempo: “Domenica 3 u. s. è stata festa grande per i nostri ragazzi dell’Oratorio. Pare che si incominci sul serio e con impegno. E’ l’anno mariano. Speriamo e confidiamo che la Madonna tocchi il cuore e converta un po’ i genitori per deciderli a mandare all’Oratorio i loro ragazzi e non a lasciarli in giro per le strade e per la campagna a fare birichinate, senza sorveglianza alcuna. I pericoli morali e materiali oggi sono tanti e di diverse specie e di facile esca per i giovani inesperti. In un domani si possono avere seri dispiaceri. Genitori! Mandate i vostri ragazzi all’oratorio: se non altro avranno la sorveglianza e impareranno sempre qualche cosa colla comodità di giocare a loro piacimento.  Ma torniamo alla festa dei ragazzi, che quest’anno si è fatta coincidere coll’apertura dell’anno sociale e coll’inizio dell’anno catechistico. Alle ore 8.30 Messa solenne con Comunione generale appositamente per i ragazzi. Mai si è vista tanta affluenza di ragazzi alla mensa Eucaristica. Con un contegno devoto e raccolto. Al Vangelo il parroco don Renato Bottinelli disse parole di circostanza. Alle ore 10 inizio delle gare podistiche e ciclistiche riservate ai soli ragazzi dell’oratorio. Nel pomeriggio ripresa dei giochi e delle gare. Dopo la Dottrina e la Santa Benedizione, nel salone dell’Oratorio proiezione di un bel film esilarante che piacque molto e fece andare in visibilio tutti i presenti. Discorso di don Giannino e premiazione dei vincitori delle gare.
Difficile descrivere la gioia e l’esultanza dei giovani e ardua fatica contenere l’esuberanza della loro giovinezza in questa festa tipicamente fatta per loro. La presenza di quasi tutti i ragazzi della Parrocchia, e speriamo abbiano a perseverare nella frequenza all’oratorio, ha coronato il sacrificio del Parroco e degli insegnati sigg. Miglierina che per tutti il periodo estivo hanno quotidianamente prestato la loro opera”.
Tra i ragazzi dell’Oratorio, un gruppo di bambini fu sempre oggetto di particolare cura da parte dei sacerdoti: il gruppo dei chierichetti. Bambini, rigorosamente maschi, che servivano Messa, praticamente tutti i giorni. Da sottolineare che fino agli anni ’60 nei giorni feriali la Messa era celebrata alle 6 del mattino! Naturalmente il Parroco non faceva mai mancare una piccola mancia ai preziosi “aiutanti”, soprattutto in occasione di funerali e matrimoni. Una iniziativa senz’altro da ricordare, riguardo al gruppo chierichetti, è l’entrata a far parte dell’Associazione Piccolo Clero. Infatti, per cura di don Bottinelli, il giorno 13 marzo 1955 anche la nostra parrocchia aggregava il gruppo chierichetti alla suddetta associazione diocesana. Il gruppo si chiamava “Domenichino”. Erano in 8 bambini divisi in due sezioni con a capo rispettivamente Biganzoli E. e Anelli Luigi. Nello stesso anno compariva sulle scene una nuova filodrammatica composta dai giovani dell’Associazione Gioventù Cattolica. La vecchia “Silvio Pellico” si era sciolta qualche anno prima.
Sorgeva, quasi in concomitanza con la nuova Compagnia teatrale, anche un gruppo “di rivista” composto esclusivamente da ragazze, chiamato “Compagnia fiorita”. Memorabile tra le tante recite è la messa in scena di una operetta intitolata “Una gara in montagna” presentata dai Giovani e non più Giovani dell’Oratorio in collaborazione con la Compagnia fiorita. Così la cronaca del tempo: “coi più larghi consensi di simpatia è stata accolta l’operetta. Già fin dal primo apparire sulle scene scroscianti applausi si indirizzavano ai già noti artisti segno del piacere di rivederli sulle scene, la interpretazione ed il complesso sia letterario come musicale ha completamente soddisfatto il pubblico”.
Per qualche anno i due gruppi teatrali hanno rallegrato le feste del paese e dell’Oratorio, fino a sciogliersi, purtroppo, alla fine degli anni ‘60. A conclusione dell’anno catechistico il Parroco premiava i bambini più studiosi, dopo seri esami, assegnando un primo, secondo e terzo premio. Tale abitudine suona strana e curiosa ai nostri orecchi ma è certamente segno di come fosse tenuto in seria considerazione il catechismo e dell’impegno richiesto ai bambini.
Anche nell’estate del ’55 venne organizzato l’Oratorio feriale: le bambine presso le Suore all’Asilo e i bambini all’Oratorio.
Il nuovo coadiutore don Mario Galli originario di Manera arrivò nel 1956 e rimase a Cittiglio fino al 1958. Con l’arrivo di un nuovo giovane prete anche le attività dell’Oratorio acquistarono nuovo slancio. Un esempio su tutte: nel 1957 si incominciò a festeggiare il Carnevale in Oratorio. Così viene ricordata la prima festa nel cronicon parrocchiale: “Domenica 3 marzo 1957, preparati tanto bene dalle donne di Azione Cattolica i nostri bambini si sono prodotti con varie scenette davanti ad un pubblico assai numeroso. Ricambiati poi con dolci e frutta”. La sera del martedì grasso, 5 marzo 1957, il salone dell’Oratorio addobbato a festa si riempì per il Carnevale dei grandi, rallegrato dalle voci delle Ragazze accompagnate dall’orchestra e da travestimenti dei giovani dell’Oratorio. L’anno seguente veniva nuovamente spostato il coadiutore e l’Oratorio ne rimase sprovvisto per cinque anni.
Nel 1960, in assenza del vicario, facevano assistenza ogni domenica all’Oratorio maschile due Padri Passionisti, “assistendoli (i ragazzi) con tanta cura durante le funzioni pomeridiane, alle adunanze ad ai giuochi”. Avvenimento da ricordare di quegli anni è la festa per il cinquantesimo dell’Oratorio. Tale ricorrenza fu celebrata durante la festa patronale di S. Giulio nel gennaio del 1963. La Messa solenne fu celebrata dal cittigliese don Antonio Molinari “uscito dalle file del locale oratorio”. A mezzogiorno poi il parroco aveva organizzato un banchetto in Oratorio, “chiamato pranzo dell’amicizia”, cui furono invitati i capifamiglia di Cittiglio, insieme alle autorità e al Sindaco. Il primo cittadino, il sig. Buzzi Antonio, “con uno smagliante discorso, affermava la sua soddisfazione di essere presente, come primo cittadino, dove ricordava con sincera commozione di avere appreso la via del bene. Ricordava le belle serate passate con gli amici, annoverandole fra le più belle della sua gioventù: ricordava anche le profezie del vecchio parroco che prevedeva nei suoi giovani coloro che avrebbero un giorno diretta la comunità cittadina con le rette idee apprese nella considerazione cristiana degli avvenimenti politici e civili”.
Nel 1963 venne finalmente nominato vicario parrocchiale don Armando Bernasconi di Cagno, che rimase a Cittiglio dal settembre di quell’anno fino al 1968.
Nel 1964 si organizzò il Primo Trofeo Giovanile indetto dalla Unione Sportiva dell’Oratorio. Parteciparono 10 squadre venute dai paesi vicini, con atleti non superiori ai 15 anni. Vinse la squadre I Moschettieri del Ponte di Laveno che si aggiudicò la coppa. Nel 1965 furono fatti lavori di adeguamento del salone Cinema - Teatro, così il 15 maggio poterono riprendere le proiezioni dei film nella sala rinnovata. Il Cinema fu attivo fino alla fine degli anni ’70.
Nell’estate del 1965 veniva riproposta l’attività dell’Oratorio estivo ricca di novità. L’organizzazione era pensata sullo stile scautistico: dopo l’alzabandiera, si alternavano la preghiera, lo studio, ricco di sorprese giornaliere, le passeggiate (parecchie di una intera giornata). La frequenza dei ragazzi era notevole.
L’estate successiva vedeva la realizzazione di una nuova esperienza oratoriana: il campeggio. Nove partecipanti, con tre tende, guidati dal coadiutore don Armando raggiunsero la meta: le montagne della Valtellina, più precisamente la Val Viola. Questa esperienza fu un primo, piccolo inizio, di ciò che negli anni successivi diventerà parte della proposta educativa dell’Oratorio.
La struttura dell’Oratorio si presentava però vecchia, piccola rispetto alla popolazione giovanile che lo abitava, povera di spazi. Così alla fine degli anni ‘60 si decisero i lavori di ampliamento aggiungendo un nuovo stabile di due piani alla vecchia casa parrocchiale. Sul terreno del beneficio parrocchiale, cioè il cortile della vecchia casa parrocchiale venne costruita la nuova sala giochi terminata nel 1968: “il vasto salone è dotato di bigliardo, ping-pong, di calcetti ecc. e non è mancato neppure a coronamento del nuovo salone un piccolo e decoroso bar per il servizio del cinema e dell’Oratorio”. Nell’occasione dell’inaugurazione della nuova sala giochi il parroco scriveva queste bellissime e sagge esortazioni: “La Parrocchia è ben felice di poter offrire ai giovani ed ai ragazzi degli ambienti accoglienti e sani: sta ora nei giovani e nei ragazzi di usufruire di questi ambienti per un sano divertimento e per loro formazione religiosa e morale. Perché fa tanto piacere vedere un nugolo di ragazzi passare dal cortile al salone, dal bar alla televisione e i giovani in buon numero venire all’Oratorio ma l’Oratorio non è fine a se stesso ma è la porta per passare alle adunanze formative, alla guida del carattere, alla preghiera, alla chiesa, ai sacramenti. Cari giovani la parrocchia ed i sacerdoti vi offrono questi ambienti per i motivi stessi della finalità della parrocchia e dei sacerdoti: raggiungere le anime. Se non ci date la possibilità di raggiungere questi fini la nostra missione è sciupata, i nostri ambienti sono superflui anche se belli, le vostre anime vuote”. Per far fronte alle spese dei lavori di ristrutturazione e pagarne i debiti, i giovani vollero contribuire organizzando una raccolta di ferrovecchio e carta che venne ripetuta con un certo successo per alcuni anni.
Nel 1972 fu realizzato il campetto di pallavolo e basket, tutt’ora esistente, mentre continuava a venire usato come campetto da calcio il prato davanti all’Oratorio, munito di nuove porte. Succedeva a don Armando, chiamato a Como per l’insegnamento in Seminario, il giovane don Gian Luigi Vercellini originario di Olgiate Comasco. Fu vicario dal 1968 al 1977. Alla morte di don Renato, avvenuta nel novembre del 1976, lo stesso don Gian Luigi lo sostituiva come Parroco della medesima comunità, ministero che svolse fino al 1991.
Gli anni ’70 vedono l’inizio di un nuovo preoccupante fenomeno che tutt’ora accomuna la maggior parte delle comunità cristiane: la presenza dei bambini al catechismo ma non più alla Messa. Sul
Bollettino Parrocchiale del Dicembre 1973 veniva denunciata questa abitudine deplorevole che iniziava a prendere piede: “Notiamo con piacere che molti di voi mandano volentieri i figli alla scuola di catechesi. Non riusciamo a capire come mai, mentre inviate i vostri figli al catechismo, non vi sia uguale interesse per la Messa domenicale o festiva, dove la presenza dei bambini è assai ridotta. Educare cristianamente i bambini significa portarli a conoscere e ad amare Gesù e ad incontrarsi con Lui. (…) Avendo a cuore questo grande problema, abbiamo pensato di riprendere la Messa dei bambini, come giù abbiamo fatto lo scorso anno. Alle ore 10 di ogni domenica ci sarà una Messa proprio per loro. Fate in modo che non manchino.”
Diventando parroco di Cittiglio don Gian Luigi, il Vescovo nominava un nuovo coadiutore nella persona di don Angelo Introzzi. Originario di Fino Mornasco, fece qualche anno come vicario a Rebbio
in Como e nel 1977 fu accolto a Cittiglio. In occasione del nuovo arrivo vennero fatti dei lavori di ristrutturazione della vecchia casa del coadiutore. Nel 1980 si decise di ampliare nuovamente lo stabile dell’Oratorio, ridisegnando parte della struttura su progetto del geometra Soave Pieraurelio. La costruzione in cui vi era la sala giochi e le due sale al piano superiore a cui si accedeva da scala esterna, non vennero modificate. Mentre fu sopraelevato tutto il resto dello stabile del salone-teatro con la costruzione di nuovi locali, andando così a livello con la casa del coadiutore. Sul davanti della costruzione venne realizzato un porticato. L’ingresso principale a tutti gli ambienti dell’Oratorio venne individuato nel locale della antica casa parrocchiale, ove è tutt’ora; sempre in questo locale venne realizzata una scala che portava al piano superiore. Il bar rimaneva invece ubicato nello spazio dove oggi abbiamo il refettorio della cucina. Invariati restarono l’ingresso della casa del coadiutore e le dimensioni del salone teatro. I lavori iniziarono nell’ottobre del 1980 per terminare alla fine del 1982. Il 5 dicembre di quell’anno, dopo la Santa Cresima celebrata nel pomeriggio, il Vescovo Teresio Ferraroni inaugurava l’Oratorio rinnovato. Giù quattro anni dopo i lavori le nuove norme di sicurezza obbligavano a mettere a norma il salone-teatro, che non era stato oggetto dei precedenti lavori. Vennero rifatti soprattutto l’impianto elettrico e la pavimentazione ancora in legno.
Il 18 maggio del 1985 fu una data tristemente importante per Cittiglio: le suore lasciavano per sempre il paese. Fu una decisione appresa con dolore da tutta la popolazione. Un senso di gratitudine fu da tutti condiviso, soprattutto per il lavoro svolto verso tante generazioni di ragazze cittigliesi che presso le suore erano cresciute all’Oratorio domenicale, oltre ai tanti ex allievi passati all’Asilo dal 1904 fino ad allora. Con la scomparsa delle suore dall’Asilo l’unico Oratorio rimaneva quello maschile che comunque già da anni era diventato Oratorio misto.
Cittiglio aveva un Oratorio rinnovato nei suoi locali, quindi più spazioso: ora occorreva continuare a farlo funzionare con nuovo entusiasmo, nuova grinta. La presenza di don Angelo come coadiutore in quegli anni ha certamente contribuito ad animare l’ambiente oratoriano, lasciando un segno profondo nei cittigliesi. Il suo carattere estroverso, la sua esuberante iniziativa, la sua innata missionarietà contagiarono i giovani che negli anni della sua permanenza passarano per l’Oratorio. Memorabili rimangono le passeggiate, le gite dei Grest, le prime esperienze giovanili diocesane, il volontariato presso la Sacra Famiglia di Cocquio, le esperienze caritative.
Proprio in questi anni incominciò l’iniziativa estiva del Grest promossa e diretta dal vicario. Veramente non fu proprio una novità per i Cittigliesi: come abbiamo già detto l’iniziativa dell’Oratorio estivo fu organizzata anni prima da don Renato. Ora certamente la proposta diventava più strutturata e con un coordinamento diocesano che ne proponeva il tema, uguale per tutte le Parrocchie, e forniva agli Oratori i sussidi necessari. Il Grest prenderà sempre più piede nell’intera Diocesi, e in tutta la Lombiardia, fino a diventare in alcuni casi l’attività principale, o meglio più importante, dell’intero anno oratoriano. Attività organizzata, nel nostro Oratorio, ininterrottamente fino ad oggi.
Nel 1992 don Angelo lascia Cittiglio per andare Missionario “Fidei Donum” in Argentina, presso le missioni diocesane. Lo sostituisce don Giovanni Meroni di Como che arriva come prete novello nello stesso 1992, accolto da don Giuseppe Cola. Infatti don Vercellini veniva spostato a Uggiate Trevano nel 1991 e prendeva il suo posto appunto don Giuseppe di Nesso già parroco di Visgnola. Si devono a lui i nuovi lavori di ristrutturazione dell’Oratorio, particolarmente il rifacimento della casa del coadiutore con il portico sottostante, lavori terminati nel 1995, sempre su progetto del Geometra Soave. Oltre a questo ingente lavoro, la Parrocchia acquistò nel 2000 il terreno adiacente lo stesso Oratorio per ricavarne nel 2002 l’attuale campo da calcio. Fino ad allora infatti l’unico campetto per fare “due tiri al pallone” era il cortile anteriore allo stabile, più o meno lo stesso in cui avevano giocato generazioni di ragazzi dal 1911 in poi.
Del 2000 sono anche i lavori per la realizzazione della nuova cucina, ricavata risanando alcuni vecchi ambienti che furono parte dell’antica casa parrocchiale. Il bar, che fino ad allora aveva visto in questi locali la sua ubicazione, veniva spostato in quella che era la sala giochi. Dopo soli tre anni dal suo arrivo don Giovanni veniva trasferito ad altra Parrocchia e Cittiglio accoglieva il nuovo coadiutore, don Luca Borsani nativo di Como, che arrivò anch’esso “fresco di ordinazione” nel settembre 1996. Rimase a Cittiglio fino al 2002.
Nell’agosto di quell’anno arrivava l’attuale coadiutore don Gian Battista Binda originario di Ponte Tresa, ordinato nel giugno dello stesso anno. Non si ritiene di aggiungere altro perché quanto vissuto negli ultimi sedici anni appartiene ancora alla cronaca e non alla storia e parafrasando una celebre frase si può dire “ai posteri l’ardua sentenza”.
Una notizia però va ancora ricordata. In Oratorio nacquero anche alcune vocazioni al sacerdozio: nel 1824 celebrava la sua prima Messa il sacerdote Lozzia don Filippo, nato a Cittiglio il 15 dicembre 1798 da Giuseppe e Giuseppa De Peri; il 19 maggio del 1883 toccava al cittigliese Santamaria don Antonio Maria; ultimo prete originario di Cittiglio fu invece don Antonio Molinari ordinato nel 1942.
Vi furono anche due vocazioni religiose: Suor Ettorina Pisciotti delle Ancelle della Carità di Brescia, Suor Santina Binda dell’Istituto Madri Pie di Ovada e Suor Marianna Scinardo delle suore dell’ordine delle Suore di Santa Maria Bambina.
Dalla sua fondazione nel 1911 ad oggi, il nostro Oratorio, con le sue molteplici attività, sotto la guida dei vari sacerdoti che si sono succeduti, ognuno con il suo particolare carisma e le proprie peculiarità - tutti però innamorati di Cristo e a totale e affettuosa disposizione del popolo loro affidato – con l’aiuto dei tanti volontari che sono passati, é stato e continua ad essere un punto di riferimento per tanti ragazzi e giovani del paese e per le loro famiglie; è stato e continua ad essere luogo di crescita umana e cristiana; centro aggregativo rivolto a tutti i ragazzi del paese; laboratorio della Fede e della carità; luogo di promozione culturale e sociale; non ultimo, una fra le poche realtà in Cittiglio con spazi ludici, ricreativi e di incontro, seppur semplici e da ammodernare, a servizio però dell’inera comunità.
L'Oratorio ha la possibilità di diventare crocevia con il territorio e anche con l'amministrazione pubblica in maniera che si crei attorno ai giovani una pluralità di proposte intelligenti e positive, tra le quali essi potranno scegliere. D'altro canto, è bene ricordare che la Chiesa, anche in passato, ha spesso colmato le lacune del settore pubblico. Ed è giusto, perché i giovani hanno bisogno di adulti propositivi che non si riducano a dire fin qui tocca a me, poi tocca all'altro. Dobbiamo essere adulti sempre orientati a dare il meglio di noi stessi per le giovani generazioni. La comunità cristiana sa che la sua proposta viene fatta in nome di Gesù, ma può essere stimolata dal confronto con gli altri a presentarla in termini più positivi e affascinanti e, soprattutto, non noiosi.
Insomma, l’Oratorio continua ad essere un bene e una risorsa per l’intera comunità cittigliese!

Elenco cronologico dei Coadiutori di Cittiglio
Don Carlo Matteo POZZI nato a Brenta nel 1772. Fratello del parroco Salvatore Pozzi in presenza del quale svolse parte del suo ministero a Cittiglio. Coadiutore a Cittiglio dagli inizi dell’Ottocento circa e maestro della scuola elementare. Morto a Cittiglio, per sincope, l’8 dicembre 1860 all’età di 88 anni.
Don Ferdinando VANINI nato a Brinzio il 9 ottobre 1838 e ordinato sacerdote il 16 marzo 1861. Coadiutore a Cittiglio dal 1861 al 1864. Poi Parroco a Vararo dal 1864 al 1874. RitornÚ a Cittiglio come Vicario nel 1875 e dal 1876 fu Parroco della stessa Cittiglio. Morto il 26 gennaio 1906.
Don Bartolomeo POZZI nato a Brenta il 31 luglio 1832 ordinato il 18 giugno 1859. Economo spirituale di Parè dal 1859 al 1866. Poi dal 1866 coadiutore a Cittiglio. Morto il 10 febbraio 1903.
Don Rodolfo MOLTENI nato a Cermenate (CO) il 4 agosto 1879 e ordinato sacerdote il 24 maggio 902. Coadiutore a Cittiglio dal 1902 fino al 1906 quando fu nominato Parroco della nostra Parrocchia. Morto il 9 novembre 1952.
Don Giovanni Battista CATELLI nato a Gaggino (CO) il 21 agosto 1883 e ordinato il 22 dicembre 1906. Dottore in Sacra Teologia. Coadiutore a Cittiglio dal 1906 al 1909. Morto il 15 agosto 1950.
Dott. don Temistocle MICHELI nato a Crebbio (LC) il 9 febbraio 1887 e ordinato il 25 luglio 1909. Coadiutore a Cittiglio dal 1909 al 1911. Morto il 28 febbraio 1933.
Don Santino Giuseppe NEGRINI nato a Caspoggio (SO) il 20 febbraio 1875 e ordinato sacerdote a Lugano nel 1899. Economo spirituale a Primolo (SO) dal 1905 al 1911. Coadiutore supplente a
Cittiglio per un anno (1911-12). Morto il 12 dicembre 1935.
Don Luigi CATTANEO nato a Fino Mornasco (CO) il 30 aprile 1884 e ordinato il 5 maggio 1909. Cappellano a Pianazzola dal 1909 al 1912. Vicario di Cittiglio dal 1912 al 1924. Morto il 18 dicembre
1961. Per alcuni anni la Parrocchia rimase sprovvista di coadiutore.
Don Amedeo ACERBONI coadiutore a Cittiglio dal 4 dicembre1931. Le notizie su questo sacerdote poi si perdono, per cui non sappiamo se è rimasto in parrocchia sino al 1935 anno in cui fu nominato don Bernardino. L’assenza di notizie ufficiali anche presso l’Archivio diocesano ci inducono a pensare che o cambiò diocesi oppure ritornò allo stato laicale.
Don Bernardino DANIELLI nato a Cuvio il 10 maggio 1912 e ordinato il 26 maggio 1935. Coadiutore a Cittiglio dal 1935 al 1938. Morto l’11 gennaio 1992.
Don Lorenzo CATTANEO nato a Bregnano (CO) il 28 agosto 1915 e ordinato il 3 giugno 1939. Vicario a Cittiglio dal 1939 al 1942. Attualmente ritirato presso la Casa di Riposo in Valduce a Como.
Don Giuseppe COLOMBO nato a Seregno (MI) il 30 ottobre 1914 e ordinato sacerdote il 15 giugno 1942. Delegato vescovile a Cittiglio dal 1942 al 1948. Morto il 10 aprile 1987.
Don Giancarlo TARONI nato a Carate Lario (CO) il 4 aprile 1925 e ordinato il 17 giugno 1948. Vicario a Cittiglio dal 1948 al 1953. Morto il 27 luglio 1989.
Don Mario GALLI nato a Manera il 10 settembre 1922 e ordinato sacerdote il 6 dicembre 1947. Prima Vicario a Mandello S. Cuore (CO) dal 1947 al 1956 quando fu sospeso “a divinis”. Il Vescovo lo assolve e lo rimette all’esercizio del sacro ministero dal 1 agosto 1956. Vicario a Cittiglio dal 1956 al 1958. Morto il 10 luglio 1990.
Don Armando BERNASCONI nato a Cagno (CO) il 20 settembre 1936 e ordinato il 23 giugno 1963. Vicario a Cittiglio dal 1963 al 1968. Dal 2006 Vicario Episcopale per il Clero della Diocesi di Como.
Don Gian Luigi VERCELLINI nato a Olgiate Comasco (CO) il 10 giugno 1942 e ordinato sacerdote il 29 giugno 1968. Vicario a Cittiglio dal 1968 al 1977, quindi Parroco nella nostra Parrocchia fino al 1991. Attuale Arciprete di Uggiate Trevano (CO).
Don Angelo INTROZZI nato a Como (Fino Mornasco) il 22 gennaio 1948 e ordinato il 28 giugno 1975. Prima Vicario a Rebbio dal 1975 al 1977. Vicario a Cittiglio dal 1977 al 1992. Dal 1992 Missionario in Argentina.
Don Giovanni MERONI nato a Como il 10 febbraio 1966 e ordinato il 13 giugno 1992. Vicario a Cittiglio dal 1992 al 1995. Attualmente Parroco di Cerano, Dizzasco, Muronico e Castiglione Intelvi
(CO).
Don Luca BORSANI nato a Como (Lora) il 9 settembre 1967 e ordinato prete il 15 giugno 1996. Vicario a Cittiglio dal 1996 al 2002. Dal 2006 Parroco a Cavallasca (CO).
Don Gian Battista BINDA originario di Ponte Tresa, nato il 9 marzo 1977. Ordinato il 15 giugno 2002. Attualmente vicario parrocchiale di Cittiglio dal 2002.